Erano già le 2:30 del
mattino sapeva che doveva dormire ma, non poteva fare a meno di pensare
che di lì a poco sarebbe partita per il suo primo viaggio all’estero
e i suoi genitori non sapevano nulla. Tutto era preparato alla perfezione
i suoi genitori, come ogni mattina, sarebbero andati a mare verso
le 8:30 con loro sarebbe andato anche il fratello più piccolo,
mentre quella mattina la sorella maggiore doveva dare l’ultimo
esame all’università. Carola aveva detto che sarebbe
rimasta a casa a studiare, perché dopo due giorni aveva l’esame
di letteratura inglese. L’esame c’era, è vero,
ma lei non poteva rinunciare a quel viaggio in macchina con i suoi
amici. Nonostante l’università e il parere contrario
dei genitori. Aveva scritto tre lettere una per Claudia, sua sorella,
un’altra per suo fratello Dario e l’utima, la più
difficile da scrivere, per i suoi genitori. Sentiva il bisogno di
scappare, scappare dalle responsabilità dello scoutismo , scappare
da un ragazzo che le aveva detto che non l’amava più,
scappare dall’università. Continuava a chiederesi se
ne valeva veramente la pena. Come sarebbe andata a finire con i suoi
genitori, l’avrebbero perdonata anche questa volta? Poi, come
se dovesse convincere un tribunale della sua innocenza, si diceva:
<<Non sto facendo nulla di male, sono più che maggiorenne,
se solo sapessero quanto sto soffrendo per adesso, è giusto
partire ho fatto tantissimi sacrifici per mettere insieme i soldi
per questo viaggio>>.
Inutile dire che non dormì affatto, andò avanti così
per tutta la notte.
Sentì uscire tutti. Si alzò, mise le tre lettere sul
tavolo della cucina, preparò lo zaino, e fece uno squillo a
Luciano e uno a Michele. Scese da casa andò dal tabaccaio e
comprò come sempre le sue Camel light. Tornata a casa, dopo
5 minuti, il cellulare squillò, era Michele doveva scendere,
il viaggio cominciava. La prima cosa che Luciano disse a Carola fu:<<
Non mi interessa del resto, voglio solo sapere se hai preso le tre
cose fondamentali: Patente, soldi e sigarette.>> Lei rispose
con un tono tra lo scherzoso e l’offeso <<Mi hai preso
per scema? Comunque, ho preso tutte e tre le cose>>. Luciano
la guardò dritta negli occhi e le disse << Te la senti?>>
e Michele aggiunse <<Se ci hai ripensato, non ti preoccupare,
è vero, è il viaggio dei nostri sogni ma questo non
vuol dire che non lo possiamo rimandare a data da destinarsi>>.
La ragazza ci pensò un attimo e poi disse << Facciamolo
adesso, ci conosciamo da dieci anni e lo programmiamo da cinque, adesso
basta, nessun ripensamento>>. Luciano l’abbracciò
fortissimo, le diede un bacio in fronte, la guardò nuovamente
negli occhi e salì in macchina. Tra i due non c’era mai
stato bisogno di molte parole, e lei sapeva che solo lui era capace,
guardandola negli occhi, di capire cosa pensava. Michele, invece,
le disse << Ti voglio bene!>> e poi cambiando il tono
di voce, aggiunse << 5 Luglio! Forza in macchina, si parte alla
scoperta dell’Europa>>. In macchina, i tre cantavano,
ridevano e scherzavano continuamente. Dopo due ore e mezza ecco, davanti
a loro, il primo grande ostacolo: lo stretto di Messina. Saliti sul
traghetto Michele, rivolgendosi ai suoi amici disse: <<solo
quando sono qua su, e vedo la Sicilia allontanarsi, mi rendo conto
che sono in viaggio>>. Gli altri due si girarono verso l’amico
e fecero un segno di assenso. La prima notte la passarono in un campeggio
della campania, conobbero altri ragazzi e si divertirono. Poco prima
di entrare in tenda Carola decise di accendere il telefonino…il
cuore le batteva all’impazzata…Arrivarono una decina di
messaggi lei si limitò a mandare un messaggio a sua sorella
Claudia scrivendole che stava bene,che era in campania e voleva bene
a tutti quanti. Quando Luciano si svegliò erano le 5 del mattino
e urlò: <<>Forza pigroni è l’alba del
secondo giorno! E quando dico l’alba intendo che è veramente
l’alba anzi forse non ancora l’alba >>. Si alzarono
e ripartirono. A ora di pranzo si fermarono in un Autogrill per mangiare,
Michele li precedeva di poco ma, ad un certo punto Luciano ferma Carola,
la bacia e aggiunge:<<era tanto che volevo farlo, ok, lo so
che non è il periodo più opportuno ma io non ti tratterò
mai come Edoardo>>. La ragazza guardò il suo migliore
amico e gli disse:<< Non è il momento meno opportuno
ma, adesso andiamo Michi ci aspetta>>. I tre mangiarono e poi
si rimisero in viaggio. <<Carola andiamo in liguria, ci facciamo
un bagno e poi ci rimettiamo in marcia per la Francia>> disse
Michele e Carola rispose: <<Secondo me è meglio proseguire
con il programma che abbiamo fatto, se cominciamo a fare così
non arriveremo mai a vedere tutto>>. <<Scusate>>
disse Luciano intromettendosi nel discorso. <<comunque che cosa
ce ne frega, alla fine è il nostro viaggio possiamo decidere
di fare tutto ciò che vogliamo. Chi vota per un bagno a mare
fuori programma?>> . Anche Carola accettò il fuori programma
e i tre andarono in Liguria. Arrivati a mare Michele conobbe una ragazza
e con lei passò il pomeriggio, mentre Luciano e Carola stiedero
tutto il tempo insieme.I due alternavano bei discorsi a lunghi silenzi…ma
non erano silenzi imbarazzanti, erano “silenzi pieni”.
Quella notte non si fermarono, guidarono tutta la notte…dormirono
a turno. Dopo due giorni e varie peripezie, i tre arrivarono a Parigi
e Michele chiamò un’amica di suo fratello che aveva fatto
l’Erasums a Palermo, si diedero appuntamento dopo due ore. Clotilde
era a Orléans dai suoi genitori. Appena arrivati all’appuntamento,
la ragazza francese consegnò a Michele le chiavi del suo appartamento
parigino, che si trovava vicino all’università la “Sorbonne”.
I tre salilorono, si sistemarono in camera e poi uscirono. Andarono
in un pub e conobbero dei ragazzi e, dopo un paio d’ore erano
tutti un po’ ubriachi. Michele salutò i suoi due amici
e uscì con una delle ragazze che avevano conosciuto al Pub.
Tornati all’appartamento Luciano e Carola parlarono un po’
della loro situazione e dei loro baci. Cosa volevano dire? Erano amici
e fino a quel momento nessuno dei due avrebbe mai pensato che ci potesse
essere qualcosa di più. Ma adesso…Adesso non potevano
fare a meno di stare insieme. Mentre erano straiati nel letto, e parlavano
al buio Luciano cominciò a baciare Carola, l’eccitazione
aumentava ad ogni bacio, ad ogni movimento. Ad un certo punto la ragazza
fermò quello che ormai era il suo ex migliore amico e gli disse:<<Aspetta
un attimo, devo dirti una cosa: sono vergine!>>. Lui molto sorpreso
si sedette ed esclamò <<Cosa?! Hai ventanni! Stavi con
Edo da tre anni! Beh non riesco a crederci>> e lei con voce
ferma gli disse <<Si, è vero. Non so perché non
abbiamo mai fatto l’amore, forse non è mai capitato o,
forse non ci amavamo a tal punto…insomma non lo so, non ho una
risposta, cavolo a ventanni non sono libera di essere vergine?>>…Parlarono
ancora e poi…poi fecero l’amore. Quando Michele, il mattino
seguente, tornò a casa Luciano e Carola gli dissero che stavano
insieme. L’amico, diventato ormai il terzo incomodo, non era
stupito, anzi disse <<Era ora che voi due vi metteste insieme,
beh comunque vada dobbiamo divertirci è questo lo scopo di
questo viaggio>>. Dopo qualche giorno Clotilde chiamò
i tre amici e chiese loro se volessero seguirla in Costa Azzurra.
Accettarono, anche se con un po’ di titubanza visto che per
quel giorno c’era in programma di partire verso la Gran Bretagna.
Arrivati in Costa Azzurra, i tre si trasferirono in una “mega
villa” con Clotilde e i suoi amici. Si andava a dormire alle
6 del mattino e, i più mattinieri si svegliavano alle 12. Una
mattina però Michele cadde dalle scale, si ruppe un braccio
e due dita del piede destro. Subito dopo i tre fecero una piccola
riunione per vedere quanti soldi rimanevano loro, il risultato non
fu confortante avevano 456 euro, e dovevano cosiderare la benzina
e il cibo per il ritorno. Rimasero altri due giorni. Ripartirono con
quella maliconia solita dei viaggi che segnano un capitolo della vita,
stanchi, sporchi,
e squattrinati, ma felici. Il viaggio del ritorno fu estenuante, anche
perché Michele non poteva guidare quindi Luciano e Carola erano
costretti a guidare per molte ore. Dopo qualche giorno arrivarono
a casa dopo un mese e dieci giorni dalla partenza. Quante cose erano
cambiate, in quel momento le vita dei tre sembrava perfetta ma sapevano
che sarebbe finita nel momento in cui sarebbero scesi da quella Panda,
messa a nuovo per l’occasione. Carola non sentiva la sua famiglia
da un mese e nove giorni ma, doveva tornare a casa. Salì le
scale con il cuore in gola. Aprì la porta e, a voce alta, disse:<<Ciao,
sono a casa!>>. Tutta la famiglia la salutò calorosamente.
Claudia,con fare scherzoso, le disse<<Stronza,io qui a sopportali
e tu sei abbronzatissima>> ma mancava il padre. Arrivò
subito dopo l’abbracciò, la baciò e le diede uno
schiaffo, non l’aveva mai fatto. Le disse<<mi hai fatto
spaventare, abbiamo avuto tue notizie solo grazie al fratello di Michele,
che cosa ti abbiamo fatto di male? Non potevamo parlarne? Non potevi
farti sentire? Contiamo così poco per te?>>. Carola lo
guardo e disse: <<Non volevate farmi partire e io ne avevo bisogno,
non mi sono fatta sentire perché avevo paura, non so di cosa,
scusatemi vi prego io vi voglio bene, non accadrà mai più>>.
Abbracciò tutti e chiese scusa, ma non perché si fosse
pentita dell’esperienza, ma solo per il modo in cui li aveva
tagliati fuori. Non sapeva quanto sarebbe durato ma, era felice. |