Un temporale. Si stava annunciando
con i lampi. Che a volte non sai se sarà solo calore –
quell’afa che ti bagna di sudore anche stando fermo –
o se scaricherà i suoi scrosci di pioggia e i suoi rombi sordi
tra vicoli e piazze.
Lampi prima distanti, a rischiarare ora la finestra a nord, ora il
tetto a sud. Lampi, fiammelle sempre più vicine. Più
forti. Perse dietro comignoli, ricompaiono verso il parco. Si inseguono
in cielo. Bianche appaiono le case. Si alza il vento. Timidamente
gli alberi agitano i rami. Poi un lampo squarcia l’orizzonte,
un rumore rimbomba. La timidezza di quei rami ora è sfrontatezza.
Audacia. Si muovono ritmicamente. Sono braccia, corpi intrecciati.
Sembrano gemere quando le prime gocce di pioggia li bagnano. Luccicano
nella notte in cui il cielo rosso lascia intravedere nuvole colorate
di saette.
Non sarà solo calore. Il temporale agita. Scuote. Passa e niente
è più come prima. Penetra, anche se tu cerchi di socchiudere
le imposte. Le sbatte via con forza per impossessarti di te. A volte
ti obbliga a guardarlo negli occhi. Perché quello è
il suo piacere. Sapere che tu sai che sta venendo da te. In te. Non
si ferma se tu provi a chiudere gli occhi. Lo senti, forte e rinvigorito.
Ogni lampo ogni tuono, lo scroscio di pioggia cresce. Sì, cresce.
Che a un certo punto sembra che debba venire il diluvio universale.
Aumenta ancora. Gli alberi sono fuscelli tra le braccia della tempesta.
Prima li tiene fermi, poi li costringe al suo volere.
Tu devi lasciarti andare. Al temporale. Se prima ti inquietava, ti
faceva paura, ora che è dentro te, che è con te ti piace.
Non tenti neanche più di chiudere le finestre, lo lasci entrare
dappertutto e impossessarti di te, della tua mente, del tuo corpo.
Lasci che rovisti in te, che giochi con te, che si diverta con te.
Che ti prenda. Vuoi sentirlo esplodere. Un altro lampo. Un altro tuono.
Un altro lampo. Un altro tuono. La pioggia uno scroscio. Un altro
ancora. Il vento che ti scava dentro.
A un tratto lo senti davvero. E’ sopra di te. Rovescia secchi
d’acqua. Ti rende incosciente. Hai voluto tenerlo con te. Non
l’hai scacciato quando potevi. Ora non te ne liberi. I tuoi
no si confondono con il rombo. Il tuo viso illuminato da un lampo
grida di piacere o di dolore. Il temporale si sta impossessando di
te. Ti tiene stretta. Ti spinge contro il cuscino. Prende prima di
dare. Pretende prima di concedere.
Viene. Viene sempre più forte. La pioggia. Un lampo. Un tuono.
Un lampo. Un tuono. Non si ferma. Abbatte gli ultimi ostacoli. Ti
domina. Sei alla sua mercè. Esplode. Nessun parafulmine. Nessuna
resistenza. Aperta verso di lui. Ti scuote un’ultima volta.
Urla il suo piacere. Il suo respiro. Il suo averti posseduta. Come
un animale.
Ora tutto è calma. Ancora luci intermittenti in cielo. Il respiro
torna regolare. Chiudi le imposte. Spossata. Lui è già
lontano. A caccia di altre amanti. E’ il destino di una tempesta.
Non fermarsi mai. E’ il destino di una amante. Aspettare un
altro temporale.
E gli alberi sono immobili. Luccicanti. I rami gocciolano desiderio.
|