Racconti a tema Blog-show.com
stampaStampa
Logo di Blog-show
Racconti a Tema di Blogshow
Come partecipare : Massimo di 3 pagine di Word,storie di fantasia.Ci riserviamo di non accettare i racconti inviati a: redazione@blog-show.com Indicare e-mail dell'iscrizione, indirizzo blog, nick, titolo racconto.
Blogshow La vetrina italiana dei blogSei stato pubblicato? Esponi questo Banner!
Racconti a Tema di Blogshow
Torna all'indice
Attenzione! Termini sessualmente esplicitiTermini sessualmente espliciti

Zoe www.speakers.diablogando.it

Epilogo di una domenica a pranzo

Il risveglio è calmo e tranquillo. So di avere un appuntamento per pranzo, l’ho accettato senza remore, senza assorbire gli avvertimenti amichevoli di deliziose compagne. Ero curiosa e mi sono fidata solo di questo desiderio a cui non ho aggiunto pensieri e sovrastrutture, felice di intuire del feeling, della somiglianza, dell’attrazione verso interessi e passioni comuni. Pura e semplice voglia di conoscere per il puro piacere di conoscere.
Esco di casa e scopro che c’è una leggera pioggerellina invernale, avvolgente come i miei pensieri; una telefonata amica mi accompagna per la via, passo una serie di vicoli finché non scorgo il volto del fioraio del quartiere e poi lui, il mio appuntamento con l’erotismo, col gioco, con il racconto di chi si sente un Casanova, ma non ne ha le sembianze. I suoi occhi lo tradiscono, lo mostrano per il suo desiderio di una coccola sincera.
E’ lì che mi aspetta con il giornale sotto braccio, tutto vestito di nero, il capello illuminato da brillantina e una posa noir.
Mi porta in un ristorante che frequenta; all’entrata tutti lo salutano cordialmente, sembra di casa; io lo seguo cercando di non rispondere ai loro sguardi interrogativi e limitandomi a sorridere.
Si è vestito da uomo galante e assume pose galanti, la voce lo tradisce un po’, quel marcato accento romano smussa la raffinatezza di questa giornata.
Ordina un buon vino, chiedendomi prima un parere, sceglie piatti gustosi, cercando di mascherare un po’ di sano imbarazzo.
Io seguo il suo gioco, dilettandomi in questa commedia. Ero curiosa e lo sono ancora.
Parliamo.
Parla.
Ha tanto e tanta voglia di raccontare ed io lo intervisto con il viso tra pietanze e bicchieri come se stessi per fare una ricerca su L’uomo che amava le donne, film amato, in cui ho visto riflesso il mio amore per gli uomini, il mio desiderio di scoprire questo universo dall’apparenza superficiale, ma assolutamente affascinante ai miei occhi.
Più lo intervisto e più mi sembra di girare la scena di un film. Mano a mano le sue parole diventano fantasie, episodi che si intersecano con miei desideri. E allora inizio ad immaginarmi nuda nel suo letto mentre scrivo le sue avventure, i suoi racconti di donne, le sue esaltazioni da amante che ama leccare.
E’ un verbo che usa spesso quando parla; ti guarda negli occhi, girando un po’ il viso, appoggiandosi al tavolo o sorseggiando del vino e poi pronuncia quella parola, < Lec-ca-re >, sillabando bene le lettere, dandogli il giusto ritmo e il giusto sguardo, come a voler suscitare una vibrazione nel suo interlocutore.
Penso che si senta molto Casanova in quel momento e molto sicuro della riuscita del suo corteggiamento.
Io continuo la mia intervista e insieme costruisco la mia personale fantasia.
Sta leccando anche me mentre scrivo. Lentamente e con istintiva conoscenza dei miei punti sensibili si muove tra il mio sesso; in realtà non sta raccontando proprio niente, ma riesco a vedere mille fantasie tra il percorso delle sue labbra. Non è facile trovare un uomo che ti sappia leccare, che abbia voglia di percorrere la sensibilità del tuo corpo, che ti lecchi come si fa con un dolce succulento che va assaporato lentamente, senza affogarsi, ma gustato con la voglia e il desiderio di un vero buongustaio, che chiude gli occhi per distinguerne i sapori, che usa le mani per esaltarne il gusto e se le lecca estasiato dalla varietà di ingredienti in esso contenuti.
Il sesso è una ricerca, una comunicazione con l’altro, un libro da aprire, da leggere, da abbandonare se non entusiasmante, ma è comunque l’incontro di due mondi che si vogliono scoprire, che vogliono perdere il controllo, che vogliono allontanarsi dalla ratio, dai paesaggi conosciuti per abbandonarsi all’oblio, al trascendente, al non comprensibile, al tremore dell’orgasmo che libera e ci rende energia.
Si è spostato dal mio sesso e, guidato dalla sua-mia fantasia, percorre con lingua e mani prima il culo, poi la schiena fino al collo per raggiungere i lobi delle orecchie e succhiarli, intervallando parole, sussurri a saliva.
Scrivo con la mente, persa e stimolata dal piacere di questa lentezza, dalla forza e dal peso del suo corpo, dalla danza sulla mia schiena e, libera, apro le cosce per invitarlo ad entrare ma lui attende, egoista e generoso, per sedurmi ancora e implorare la forza, la consistenza del suo sesso ad aprirsi un varco dentro di me. Continua a parlare, a raccontare il suo desiderio, mentre io mi accingo ad accoglierlo dentro, in tutta la sua pienezza, e lui lo fa, stringendomi i seni, e poi parole che si perdono, suoni che si liberano e brividi che sconvolgono.
Sorrido al nostro orgasmo, felice, viva, senza spazio e senza tempo, sorrido alla vita e alla leggerezza di questi momenti e sorrido al mio Casanova che si accascia orgoglioso.
Sorrido alla mia fantasia.
Torno al tavolo del ristorante, lui sta mangiando, raccontando aneddoti e salutando qualcuno al tavolo in fondo.
Mi è simpatico, sa essere finto e vero come un attore nella sua parte; oggi interpreta un Casanova romano, un simpatico e talentuoso uomo smarrito nelle sue rappresentazioni.
Io ho ricercato un po’ di sincerità, di verità e lui me ne ha fatto omaggio, anche se dietro un abito da seduttore, ma era impossibile chiedergli di più.
Ora sono pronta a credere alle sue storie, a condividere i suoi racconti, ad aiutarlo ad esaltarli con la mia fantasia, ignara di cosa possa essere il sentimento della vergogna, consapevole della mia ricerca verso l’eros, verso molteplici forme d’amore, verso la conoscenza di un mondo che desidero esplorare.
Voglio dedicarmi alle sue storie, ma poi mi fermo un attimo a riflettere e decido che la mia curiosità mi spinge verso non una, ma cinque, dieci, venti menti.
C’è differenza tra un uomo e l’altro o tutti si assomigliano?
C’è un luogo comune o una temuta certezza tra i discorsi delle donne, che per quanto una si sforzi di trovare profondità, complicatezza, eterogeneità, alla fine tutti sembrano assomigliarsi, inesorabilmente. Sarebbe una dura realtà questa ma io voglio indagare, scrutare nelle loro menti, rubare delle confidenze sincere, andare oltre racconti di strabilianti amplessi e parlare con loro, di loro e provare a riavvicinare due mondi che sembrano non capirsi più ma che non possono stare gli uni senza gli altri.
E allora non mi accontento solo di un Casanova, ne voglio di diversi, di opposti, di simili e di complementari. Voglio tante storie, tante impressioni sulle donne che hanno incontrato, annusato, cercato, rincorso e abbandonato.
Sono pronta ad accogliere i loro gesti, la loro voce e le loro parole.
Sono pronta a scrivere.

 
stampaStampa